Il cantautore codognese si esibirà con la Padus River Band

sergio_1.jpg Il “cavallo pazzo” di pianura è pronto per  portare la sua musica anche nella città del Barbarossa. 

Nessuna prateria in cui correre spericolato, ma un’intera piazza in cui liberare voce e chitarre. Sergio Bassi, il menestrello della Bassa che quest’anno ha sfornato un altro disco intitolato I cieli della terra, questa sera si esibirà con la sua fedelissima Padus River Pand in piazza della Vittoria (l’appuntamento è fissato per le 21). Dopo essere salito sui palchi del “vicinato”, da Piacenza a Corno Giovine e Casale, oggi Bassi affronterà il capoluogo, mentre le prossime date in calendario arriveranno fino a San Martino Pizzolano e Valloria. Un piccolo tour che sta dando la possibilità a tutta la band di capire come il pubblico accoglie le nuove canzoni: «Ho notato che sono molto richieste L’uomo della valigia e Il venditore di fumo - racconta Bassi al telefono -, ma anche La ragazza e il lupo, mentre È sereno resta una “chicca” e piace. Non c’è però una canzone che sta sopra alle altre, la mia sensazione è che questo album sia ancora “in rodaggio”, ha bisogno di essere ascoltato più volte perché rispetto al precedente è più cantautorale: Cavallo Pazzo è più immediato, I cieli della terra necessita invece di tempo». sergio_2.jpgTra un concerto e l’altro, Bassi ha avuto l’occasione di prendere in mano ancora una volta carta e penna per buttare giù un pezzo, solo qualche riga che non ha ancora una vera e propria forma e un nome: «Sì, sto scrivendo una canzone ma è ancora in alto mare - ammette sorridendo -, è, diciamo così, un embrione e poi le canzoni vanno collaudate, viste e riviste. Non sarei nemmeno in grado di dire il titolo». Ai lodigiani che parteciperanno alla serata presenterà alcuni brani de I cieli della terra, un disco nato all’insegna di un motto: ogni canzone è un piccolo mondo e ogni mondo è un cielo. Però ci sarà spazio anche per i brani più richiesti, quelli storici, Bassi racconterà le storie dei suoi personaggi a spasso tra la pianura, la via Emilia e la fantasia. Non solo, in scaletta ci saranno anche alcune cover che spazieranno dagli anni Cinquanta agli anni Settanta: da Guccini, Nomadi e Pfm per quanto riguarda il “made in Italy” passando a Hendrix, Dylan e Creedence sul fronte internazionale. Dai tempi del suo primo 45 giri Una città su misura, nel 1982, ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel 1984 è nato il suo primo album, Fermati guerriero, mentre nell’ottobre 2004 ha fatto la sua comparsa la Padus River Band, che non lo ha mai più abbandonato nelle sue scorribande musicali. Anche il rapporto con il pubblico è cambiato: «Alcuni fan sono nuovi, altri resistono e altri ancora invece se ne vanno - dice Bassi -, ho dei fan a macchia di leopardo in Italia che però si contano sulle dita, qualcuno a Cuneo e qualcuno a Sondrio. Sono conosciuto soprattutto nel nostro territorio, anche perché non ho un’agenzia che possa “sponsorizzarmi” altrove e promuovere delle date, questo accade a tutti quelli che in questo paese presentano pezzi propri e non fanno solo cover. Inoltre, se non sei stato in tv... non sei nessuno e devi avere un coraggio da leone. Devi sempre andare avanti da solo e crederci, crederci fino in fondo». Qualsiasi cosa succeda. Perché i sogni qualche volta si avverano, anche sotto il campanile del duomo. Greta Boni Fonte: il Cittadino

Sergio Bassi su ITUNES

..."Ma chi l'ha detto
che solo i grandi 
fanno la storia
ognuno ha la sua
storia da raccontare
anche se non è bella
potrà insegnare
qualcosa a qualcuno"...

Vecchia Europa - Sergio Bassi

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